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Lunedì, 14 Ottobre , 2019
Manovra, duello su Quota 100 e risorse
Mario Sensini - Corriere della Sera - pag. 8
Documento di bilancio: aumentano le distanze tra i partiti di governo. Il M5S ha rilanciato la proposta di introdurre il salario minimo a 9 euro l’ora, e suggerisce di destinare una parte del taglio delle tasse sul lavoro alle imprese, come forma di compensazione. Fino ad ora il governo aveva ipotizzato uno sgravio di tasse e contributi solo a favore dei lavoratori. Intanto Matteo Renzi, contrario all’aumento di alcune imposte previste nella manovra, sostiene che, piuttosto, sarebbe meglio recuperare risorse tagliando i fondi per Quota 100.

Ammesso lo sgravio dei costi inerenti idonei a produrre reddito potenziale
Alessia Urbani Neri - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 20
L’amministrazione finanziaria, nel sottoporre a controllo fiscale l’attività di una società, non può rettificare il reddito disconoscendo determinati costi perché non inerenti l’attività d’impresa, andando a sindacare le scelte operative dell’azienda, di cui viene provato l’effettivo esercizio. Lo afferma la Ctr del Piemonte nella sentenza 1028/7/2019 sulla scia anche dell’ultimo orientamento giurisprudenziale di legittimità formatosi sul concetto di “inerenza” della spesa deducibile, che va ancorato alla nozione di reddito d’impresa.

Delibere dell’assemblea dei soci, sì all’azione revocatoria dei creditori
Angelo Busani, Elisabetta Smaniotto - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 22
Anche le deliberazioni di un’assemblea societaria possono essere soggette ad azione revocatoria: lo ha affermato la Corte d’appello di Napoli, nella sentenza 2602/2019 in un caso nel quale l’assemblea dei soci di una società consortile aveva deliberato una modifica statutaria che ha modificato in termini di semplice eventualità il previgente obbligo dei soci di rimborsare alla società le spese di funzionamento della società stessa in modo che essa chiudesse l’esercizio senza registrare perdite.

Va provata la ritorsione come fulcro del recesso
Pasquale Dui - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 23
Quando il lavoratore sostiene che il licenziamento subìto sia da considerare ritorsivo, dovrà fornire una prova specifica dell’intento del datore di lavoro, quale unica e determinante ragione del licenziamento stesso. Sul piano sanzionatorio, il riconoscimento del carattere ritorsivo del licenziamento comporta le stesse tutele previste nel caso del licenziamento discriminatorio, cioè la nullità del recesso e la reintegra del lavoratore. La prova che il recesso sia stato motivato esclusivamente dall’intento ritorsivo può essere fornita anche con presunzioni e certamente una di queste è la dimostrazione dell’inesistenza del motivo addotto a giustificazione del licenziamento. Ma è necessario che il lavoratore provi, anche in via presuntiva, il motivo illecito unico e determinante.

Riscossione, aggio al 3-6% in base ai tempi di pagamento
Luigi Lovecchio - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 25
Via libera all’addebito dell’aggio di riscossione del 3% o del 6% in caso di notifica dell’ingiunzione di pagamento, previsione di nuovi criteri per l’iscrizione all’albo dei soggetti abilitati alla gestione delle entrate locali e estensione dell’obbligo dell’incasso diretto sui conti dei comuni alle somme derivanti dalla riscossione coattiva. Sono alcune delle novità contenute nel decreto legge fiscale, che dovrebbe essere approvato a brevissimo, in materia di riforma della riscossione delle entrate comunali.

Carburanti, l’Erario perde 6 miliardi
Maurizio Caprino - Il Sole 24 Ore - pag. 4
L’accisa ordinaria sul gasolio potrebbe essere portata ai livelli di quella sulla benzina come prevede - in modo non vincolante - la Strategia energetica nazionale del novembre 2017. Ma già con la tassazione attuale, l’evasione fiscale sui carburanti si stima tra i quattro e i sei miliardi di euro all’anno. Circa l'evasione, la nota di aggiornamento al DEF riguarda le accise e parla di un raddoppio dal 2012 al 2017, fino a superare quota due miliardi. Le cause: il rialzo delle accise e dei prezzi industriali; la maggior reperibilità dei prodotti sui mercati internazionali (anche illegali) e l’entrata a regime della liberalizzazione del mercato, con conseguenti difficoltà di controllo. In mezzo, la crisi economica, che ha contribuito a spingere i consumatori alla ricerca dei prezzi più bassi.

Buco nero dell’Iva: il governo ora tenta l’attacco
Cristiano Dell’Oste, Giovanni Parente - Il Sole 24 Ore - pag. 5
L’Iva è a tutti gli effetti la primatista dell’economia sommersa: sia per l’imposta evasa (37,2 miliardi di tax gap stimati nel 2017), sia per l’incidenza dei mancati versamenti rispetto al potenziale (27,4% di propensione al gap). Ecco perché il contrasto all’evasione Iva è un capitolo cruciale nella strategia anti-sommerso del governo. Il decreto fiscale – atteso oggi in Consiglio dei ministri – potrebbe contenere alcune disposizioni sull’Iva. Confermato l’invio dei corrispettivi, potrebbero arrivare sanzioni fino a 2mila euro per i commercianti che non accetteranno il codice fiscale dei clienti intenzionati a partecipare alla lotteria degli scontrini (prevista, anch’essa, dal 2020). Poche chance di revoca anche per lo split payment.

Sui giochi caccia agli evasori digitali
Ivan Cimmarusti - Il Sole 24 Ore - pag. 7
Riciclaggio ed evasione: l’obiettivo è tracciare il flusso di denaro che finisce a bookmaker stranieri. Una stretta che riguarda, in particolare, i Centri di trasmissione dati (Ctd), canale privilegiato utilizzato dagli allibratori esteri sprovvisti di concessione e di licenza di Pubblica sicurezza, per promuovere scommesse in Italia. Le agenzie che raccolgono il gioco in Italia senza concessione potrebbero vedersi bloccare ogni forma di pagamento. La bozza del Dl fiscale introduce il divieto per gli operatori bancari, finanziari e postali e per i soggetti emittenti carte di credito «di procedere alle operazioni di trasferimento di denaro a favore di soggetti che raccolgono gioco in Italia, attraverso reti telematiche o di telecomunicazione, in mancanza di concessione o, comunque, di qualsiasi altro titolo abilitativo richiesto all’esercizio di tale attività». La violazione comporta il pagamento di una sanzione amministrativa che va da 300mila a 1,3 milioni di euro per ogni irregolarità accertata.

Rischio sanzioni per i professionisti anche senza Daspo
Rosanna Acierno - Il Sole 24 Ore - pag. 13
Anche senza Daspo i commercialisti corresponsabili di illeciti in campo fiscale sono già soggetti a sanzioni penali e amministrative. La Cassazione ha più volte ravvisato in capo al professionista una responsabilità non solo civilistica, ma anche penale. In particolare per i reati tributari di indebita compensazione, dichiarazione fraudolenta e bancarotta fraudolenta quando il commercialista ha dato intenzionalmente un contributo causale, materiale o morale, alla realizzazione del delitto, agevolandone la condotta ovvero inducendola con un proprio comportamento cosciente e volontario. In particolare, la Corte Suprema ha ravvisato varie fattispecie di concorso del professionista nei delitti tributari, soprattutto nei casi in cui il consulente abbia coadiuvato il cliente nell’approntare e realizzare atti fraudolenti per sottrarsi al pagamento delle imposte dovute o abbia supportato fattivamente il proprio cliente nel predisporre una dichiarazione infedele o fraudolenta, consapevole di utilizzare documenti falsi ovvero attuando particolari espedienti per consentire allo stesso di evadere le imposte o conseguire un indebito rimborso (Cassazione, sezione penale, sentenze 1999/2018 e 39988/2012).

Colpa grave per l’ufficio che ostacola il rimborso
Marco Ligrani - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 20
Se il Fisco si oppone durante il giudizio a una richiesta di rimborso che riconosce spettante, interponendo un ostacolo di tipo procedurale privo dei presupposti di legge, si verifica un abuso dello strumento processuale che giustifica la condanna per colpa grave, prevista dall’articolo 96, comma 3, del Codice di procedura civile. Lo ha deciso la Ctp di Brescia 297/4/2019 che ha dichiarato cessata la materia del contendere in un giudizio di rimborso avviato da una società, condannando l’agenzia delle Entrate alla restituzione dell’imposta con i relativi interessi, alla sanzione pecuniaria per responsabilità processuale aggravata e alla rifusione delle spese di giudizio.

Sì al regime impatriati anche tra società dello stesso gruppo
Fabrizio Cancelliere, Gabriele Ferlito - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 20
La Ctp di Milano, con la sentenza 3395/1/2019, ha stabilito che il regime fiscale di favore per il rientro dei lavoratori in Italia (i cosiddetti «controesodati», di cui all’articolo 2, legge 238/2010), spetta anche al lavoratore che rientra in Italia alle dipendenze della stessa società in cui lavorava prima del trasferimento all’estero presso una società appartenente al medesimo gruppo.

Ripetizioni al 15%
Pasquale Pirone - Italia Oggi - pag. 12
Da quest'anno di imposta il legislatore ha deciso di assoggettare i compensi percepiti a fronte di lezioni private a un'imposta sostitutiva. La legge di bilancio 2019, infatti, prevede che a partire dal 1° gennaio 2019 ai compensi derivanti dall'attività di lezioni private e ripetizioni, svolta dai docenti titolari di cattedra nelle scuole di ogni ordine e grado, si applica un'imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali, con l'aliquota del 15%, salva l'opzione per l'applicazione dell'imposta sul reddito nei modi ordinari.

Reati, reimpiego ad alto rischio
Stefano Loconte, Giulia Maria Mentasti - Italia Oggi - pag. 13
La corte di Cassazione penale, con la sentenza numero 37606 dell'11 settembre 2019, ha stabilito che reinvestire in azienda i profitti del reato è autoriciclaggio, anche se le operazioni sono correttamente riportate nei bilanci di esercizio.

Deducibili le spese di gestione se la comodataria è in esclusiva
Giovanni Valcarenghi, Raffaele Pellino - Italia Oggi - pag. 20
La corte di Cassazione, con la sentenza numero 28375/2018, ha ribadito che sono deducibili le spese di gestione sostenute per un bene in comodato se la comodataria svolga in esclusiva per il comodante l'attività di produzione di beni.

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